Presso il Museo Riso il progetto Glass-room, Una nuova iniziativa dedicata alla sperimentazione artistica e alla collaborazione tra istituzioni culturali, formazione e comunità.
Il progetto del Museo Riso e dell'Accademia di Belle Arti di Palermo realizzato in collaborazione con CoopCulture nasce con l’obiettivo di rendere il museo uno spazio aperto e dinamico, in dialogo con la città e i suoi abitanti attraverso nuove modalità di fruizione dell’arte contemporanea. Con Glass-room, il museo si apre alla città restituendo all’arte il suo ruolo originario: essere parte della vita quotidiana, essere visibile, accessibile e in dialogo costante con la comunità.
Il cuore dell’iniziativa è la Glass-room, uno spazio espositivo ricavato nella grande vetrata del museo affacciata sull’asse principale della città, concepito come una sorta di aula immaginaria aperta anche dall’esterno. Qui si alterneranno tre installazioni di giovani allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, ciascuna visibile per un periodo di circa cinquanta giorni, permettendo all’arte contemporanea di entrare in relazione diretta e continua con lo spazio urbano.
Where
Via Vittorio Emanuele 365, Palermo
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24Settembre 2026
“Oltre il piano reale”.
Nell’intervento concepito per la vetrina di Palazzo Riso, Aurora Amorelli trasforma temporaneamente la parete di fondo in uno spazio di sperimentazione in cui materia, tensione e movimento concorrono a ridefinire la percezione dell’ambiente espositivo.
Elemento centrale dell’allestimento è la gommapiuma, materiale sintetico scelto per la sua duttilità e per la capacità di assumere forme organiche e sinuose. Accostata a materiali dalle caratteristiche opposte – tessuto catarifrangente, bulloni metallici e fili di trazione – genera un sistema di relazioni e tensioni tra leggerezza e peso, morbidezza e rigidità, equilibrio e instabilità.
Attraverso processi di manipolazione e assemblaggio, l’artista costruisce forme e traiettorie che intervengono sullo spazio, attivando giochi di luce e ombra e alternanze di pieni e vuoti. L’allestimento assume così una dimensione dinamica, capace di modificarsi percettivamente in relazione allo sguardo e al punto di osservazione.
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