Per la rassegna Caring for Art. Restauri in mostra, promossa dall’Opificio delle Pietre Dure, è esposta una selezione di vasi significativi per la loro qualità e per i restauri eseguiti, parte di un gruppo di reperti giunti in OPD per essere restaurati, sulla base di un proficuo accordo di studio, conservazione e valorizzazione con il Museo Guarnacci.
Tutti gli oggetti esposti provengono dalle necropoli ellenistiche di Volterra e sono ascrivibili a due diverse produzioni etrusche di IV-III sec. a.C.: la ceramica a vernice nera appartenente al «Gruppo di Malacena» e la ceramica etrusca a figure rosse. La prima classe è rappresentata da due magnifici crateri a calice di particolare pregio per la vernice nero-bluastra lucente e per le raffinate decorazioni plastiche; tra i vasi a figure rosse sono stati selezionati una interessante kylix attribuita al “Maestro dei Tondi”, la cui produzione – inizialmente ritenuta chiusina - è oggi dagli studiosi più convintamente assegnata ad ambito volterrano; una kelebe – tipica forma etrusca - del “Gruppo Volaterrae” ed una oinochoe la cui decorazione figurata mostra chiaramente influssi dalle coeve produzioni campane.
Il restauro è iniziato dalle studentesse del PFP 4 della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’OPD, che hanno eseguito la pulitura, lo smontaggio e incollaggio e le integrazioni di alcuni esemplari. L’intervento è stato ultimato dalle restauratrici del Settore materiali ceramici, plastici e vitrei, con il restauro completo di tutti i vasi, le integrazioni plastiche e il ritocco pittorico.
Come per tutti i lavori dell’Opificio, anche questo restauro nasce da riflessioni che saranno di riferimento per futuri interventi da eseguire su vasi antichi figurati e a vernice nera provenienti da importanti contesti collezionistici, come nel caso delle antiche collezioni del Museo Guarnacci, formate a partire dalla seconda metà del Settecento.
In particolare, come spiega il titolo, l’intervento ha inteso “dare forma” compiuta ai vasi, conservando l’aspetto storicizzato che avevano assunto con i precedenti interventi. Si è perciò intervenuti sia nella ricomposizione filologica dell’intero, quando possibile ricavarla con certezza, ricostruendo le parti mancanti sia sulla finitura cromatica, con un ritocco pittorico eseguito con la tecnica del puntinato sottotono, che restituisce visivamente l’unità della forma e permette al contempo di distinguere bene le parti integrate.
Dove
via degli Alfani, 78. 50121 – Firenze