Il 19 marzo 2026 alle ore 11.30 sarà inaugurato presso il Museo Riso il progetto Glass-room, Una nuova iniziativa dedicata alla sperimentazione artistica e alla collaborazione tra istituzioni culturali, formazione e comunità.
Il progetto del Museo Riso e dell'Accademia di Belle Arti di Palermo realizzato in collaborazione con CoopCulture nasce con l’obiettivo di rendere il museo uno spazio aperto e dinamico, in dialogo con la città e i suoi abitanti attraverso nuove modalità di fruizione dell’arte contemporanea. Con Glass-room, il museo si apre alla città restituendo all’arte il suo ruolo originario: essere parte della vita quotidiana, essere visibile, accessibile e in dialogo costante con la comunità.
Il cuore dell’iniziativa è la Glass-room, uno spazio espositivo ricavato nella grande vetrata del museo affacciata sull’asse principale della città, concepito come una sorta di aula immaginaria aperta anche dall’esterno. Qui si alterneranno tre installazioni di giovani allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, ciascuna visibile per un periodo di circa cinquanta giorni, permettendo all’arte contemporanea di entrare in relazione diretta e continua con lo spazio urbano.
Dónde
Via Vittorio Emanuele 365, Palermo
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19Marzo 2026
Staffage Maria Tindara Azzaro
Può un oggetto inanimato assorbire le emozioni di chi lo osserva? Partendo dalle atmosfere inquietanti di Edgar Allan Poe, dove l'arredamento sembra vivere di vita propria, questo contributo esplora la "rivoluzione dello sfondo": quel momento in cui l'elemento decorativo smette di essere cornice e diventa protagonista.
Il percorso attraversa il romanticismo pittorico di Caspar David Friedrich e il concetto tedesco di Staffage, per giungere all'installazione contemporanea di Maria Tindara Azzaro presso il Museo Riso di Palermo. Attraverso l'uso sapiente della stoffa, della piega e di cromatismi simbolici, l'artista trasforma la vetrina espositiva in un dispositivo di occultamento e rivelazione, citando maestri come Christo, Tiziano e Duchamp.
In questo spazio sospeso, la visione diventa tattile e l'osservatore si ritrova non più davanti a una semplice scena, ma ai margini di un mistero che ribalta le regole della percezione.
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21Maggio
Teratoteca. Tony Lombardo
La vetrina si trasforma in un ambiente scenico che richiama insieme un market, un laboratorio e una piccola officina di metamorfosi. Stand in ferro trattato espongono oggetti e dispositivi ibridi — museruole con bocche di cani e cavalli, collari elisabettiani, targhette e protesi — in un immaginario sospeso tra pet-shop, Wunderkammer e archivio industriale.
L’opera richiama la memoria degli animali impiegati nei conflitti bellici e dei corpi mutilati ricondotti alla vita attraverso protesi, con un riferimento alla produzione di dispositivi ortopedici nella Palermo dei primi del Novecento. Il corpo, frammentato e ricomposto nello spazio, genera identità instabili e desensibilizzate, dando origine a una narrazione ucronica ma plausibile che mette in discussione i confini tra naturale e artificiale, organico e sintetico, abbandono e controllo.
Cavi intrecciati sul soffitto, pareti in legno forato, luci al neon fredde e una patina monocroma contribuiscono a costruire un ambiente sospeso tra documento, memoria e visione.
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