Il Cenacolo è parte del monastero delle Benedettine di Sant'Apollonia, il più grande monastero femminile di Firenze, fondato nel 1339.
Dopo i lavori promossi nel 1440 dalla badessa Cecilia Donati il cenacolo, un'ampia sala rettangolare con soffitto a cassettoni che fungeva da refettorio, fu affrescato su un'intera parete da Andrea del Castagno, nel 1447.
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Días de apertura
Da lunedì a sabato, 1° e 3° domenica del mese
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Horarios de apertura
8.30-13.50 (ultimo ingresso 13.20)
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Clausura
25 dicembre e i lunedì successivi alle domeniche di apertura
Il Cenacolo sarà chiuso al pubblico fino al 30 ottobre 2026 per consentire l'avvio di importanti lavori di restauro. -
Horarios de apertura adicionales
27 e 28 agosto 2026, dalle ore 14.30 alle 17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)
- Web Cenacolo di Sant'Apollonia
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Lista de Características
- Teléfono de asistencia
- Accesible para sillas de ruedas
BREVI CENNI STORICI
Tutta la parte inferiore della parete è occupata dall'affresco dell’Ultima Cena: la scena si svolge in un ambiente riccamente decorato, dove ogni elemento architettonico è curato nel minimo dettaglio. L’impostazione prospettica è rigorosa, accentuata dall'effetto geometrico delle linee del pavimento e del soffitto. Al di sopra sono raffigurate la Resurrezione, la Crocefissione e la Deposizione nel sepolcro. Nel 1953 si effettuò il distacco di questa parte superiore per motivi di conservazione e furono trovate le sinopie (disegni preparatori), che sono esposte sulla parete opposta della sala.
Nel Cenacolo sono conservati anche i pochi resti degli affreschi e delle sinopie delle Storie della Vergine un tempo nella chiesa di Sant'Egidio. Il ciclo pittorico, purtroppo in gran parte scomparso, è un’opera cardine del primo rinascimento fiorentino realizzata da Domenico Veneziano con l'aiuto di Alesso Baldovinetti, Piero della Francesca e dello stesso Andrea del Castagno.
Sono esposte anche altre opere di Andrea del Castagno dipinte intorno alla metà del Quattrocento: una lunetta affrescata (e la sua sinopia) con il Cristo in pietà tra gli angeli, una Crocifissione e la sinopia della Visione di San Girolamo tra le Sante Paola e Eustachio. Sulla parete sud della sala si trova un Crocifisso attribuito a Baccio da Montelupo.
Altre opere quattrocentesche provenienti dall'ex monastero sono esposte nell’antirefettorio: un affresco staccato con il tema della Crocifissione, opera di Paolo Schiavo, e due tavole di Neri di Bicci raffiguranti l’Incoronazione della Vergine e la Madonna col Bambino e santi. In quest’ultima tavola accanto alla Madonna compare Santa Apollonia nell'iconografia classica che la ritrae con un paio di tenaglie che stringono un dente, allusione alle torture subite durante il martirio.
Información adicional
Il Cenacolo di Sant’Apollonia riapre dal 31 ottobre con un biglietto ridotto a 3 euro e un percorso di visita limitato per la presenza dei ponteggi del prossimo cantiere di restauro dell’affresco dell’Ultima cena di Andrea del Castagno. Sono attualmente visibili i disegni preparatori del grande affresco sulla parete opposta della sala e altre opere di Andrea del Castagno dipinte intorno alla metà del Quattrocento: una lunetta affrescata (e la sua sinopia) con il Cristo in pietà tra gli angeli, unaCrocifissione e la sinopia della Visione di San Girolamo tra le Sante Paola e Eustachio, Frammenti delle Storie della Vergine: resti di affreschi e sinopie originariamente dipinti da Andrea del Castagno insieme a Domenico Veneziano, Piero della Francesca e Alesso Baldovinetti per la chiesa di Sant'Egidio, un Crocifisso attribuito a Raffaello da Montelupo,
figlio di Baccio, scultore e architetto attivo a Orvieto, Firenze e Roma, dove lavorò anche sotto le direttive di Michelangelo, dipinti su tavola e affreschi staccati e opere di autori legati alla tradizione fiorentina del Quattrocento, tra cui Paolo Schiavo e Neri di Bicci, provenienti dagli ambienti interni del vasto monastero benedettino.
Dónde
via XXVII Aprile, 1 - 50129 Firenze (FI)