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MEIS - ebrei, una storia italiana. I primi mille anni

Ferrara
Musei

 

L’ebraismo si apre ai non Ebrei. Succede a Ferrara, con un museo nazionale dedicato alla storia e alla vita ebraica, a partire dall’esperienza tutta singolare degli Ebrei italiani, da ventidue secoli parte integrante del tessuto del Paese.
A cosa serve un museo nazionale dell’ebraismo italiano? A parlare soprattutto di oggi: del dialogo tra culture, del contributo delle minoranze, della ricchezza di identità plurime, della bellezza di conoscere un mondo diverso che vive, però, dentro il nostro, abbracciato al nostro.

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah - MEIS inaugura con un percorso espositivo dal titolo “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni” e lo fa a Ferrara, non a caso. Bisognava, infatti, partire dalle premesse di questa storia e cominciare a svelare al pubblico le origini dell’ebraismo italiano, vicenda sorprendente e ai più sconosciuta.
Il Museo offre così al visitatore un viaggio nei primi mille anni dell’Italia ebraica attraverso un racconto significativo, curato da Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, con l’allestimento dello studio GTRF di Brescia. A scandirlo sono oltre duecento oggetti preziosi, fra i quali venti manoscritti, sette incunaboli e cinquecentine, diciotto documenti medievali, quarantanove epigrafi di età romana e medievale, e centoventuno tra anelli, sigilli, monete, lucerne e amuleti, poco noti o mai esposti prima, provenienti dai musei di tutto il mondo (dalla Genizah del Cairo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dai Musei Vaticani alla Bodleian Library di Oxford, dal Jewish Theological Seminary di New York alla Cambridge University Library).
Ad prire saranno, però, la mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, che del Museo costituisce, dal punto di vista scientifico ed espositivo, la prima grande sezione; lo spettacolo multimediale “Con gli occhi degli Ebrei italiani”, che rappresenta l’introduzione permanente ai temi del MEIS; il grande edificio restaurato di Via Piangipane, nel centro storico di Ferrara, che fino al 1992 ospitava le carceri cittadine, luogo di reclusione ed esclusione per eccellenza, e che ora torna a vivere come spazio aperto e inclusivo.
Il MEIS, istituito dal Parlamento nel 2003, è chiamato a narrare proprio gli oltre due millenni di vitale e ininterrotta presenza degli Ebrei in Italia, con le loro tradizioni e i fondamentali contributi alla storia e alla cultura del Paese, nonché all’ebraismo nel suo insieme.
Pur essendo gli Ebrei una minoranza (in Italia, pare non abbiano mai superato le 50.000 unità), il loro ruolo è stato di primo piano già a partire dall’epoca romana e successivamente nel Rinascimento, per continuare in epoca moderna, nello sviluppo economico di nord e centro Italia, e nel processo di unificazione nazionale e risorgimentale, fino all’apporto alla produzione letteraria e scientifica del XX secolo. Senza contare che, nel corso dei secoli, hanno favorito l’instaurarsi di relazioni tra l’Italia, l’Europa e le altre sponde del Mediterraneo.
Gli Ebrei incarnano, dunque, un riferimento indispensabile per comprendere la storia e la civiltà italiane, tra periodi di serena convivenza e interazioni feconde, e altri, tragici, di persecuzioni e cacciate, culminati nella tragedia della Shoah. Una dinamica fortemente asimmetrica tra un gruppo numericamente esiguo e una maggioranza religiosamente omogenea e politicamente più solida. Eppure, nonostante questo squilibrio, l’ebraismo italiano si è sempre smarcato da posizioni di subalternità. E alla mostra inaugurale è affidato il compito di comunicare l’unicità della sua storia, descrivendo come la presenza ebraica in Italia si sia formata e sviluppata in fasi successive, e come, di generazione in generazione, gli Ebrei d’Italia abbiano costruito la propria peculiare identità, anche rispetto agli altri luoghi della diaspora.

I curatori hanno dato vita a un originale percorso esperienziale, dove contesti temporali, spaziali, sociali e culturali sono rappresentati e rivivono attraverso i contributi video di alcuni esperti, oggetti autentici o riproduzioni, testi scritti, immagini fisse o in movimento.

A introdurre i temi in mostra, lo spettacolo multimediale “Con gli occhi degli Ebrei italiani”, che propone una carrellata sulla storia della penisola dal punto di vista di un ebreo italiano. Il visitatore viene accompagnato da Gerusalemme a Roma e può così comprendere il trauma della distruzione del Tempio ad opera dei Romani, quanta vita ebraica ci fosse sotto Giulio Cesare, come i pagani confondessero gli Ebrei con i primi cristiani, e come il cristianesimo, una volta assurto a religione ufficiale, abbia inizialmente tollerato i giudei, salvo poi emarginarli. Fino alla loro dispersione in tutta la penisola, dove gli Ebrei riuscirono comunque a tenere vivo il proprio retaggio, senza mai sottrarsi al confronto con la società circostante. Per arrivare – questo l’approdo finale del percorso – all’attiva presenza ebraica nel Meridione italiano e al dialogo tra culture cristiana, ebraica e araba nella Sicilia medievale.
Una storia dalla quale si evince che l’Italia è stata costruita anche con gli Ebrei e dagli Ebrei. Che sono anticamente parte del tessuto e della ricchezza del nostro Paese, essendo giunti in Italia ben prima dei longobardi, dei normanni, dei franchi e degli spagnoli. Che hanno combattuto nelle guerre italiane, per il Risorgimento e per la liberazione. Che hanno sempre lavorato per fecondare questa terra, non a caso in ebraico chiamata I-Tal-Ya, “l’isola della rugiada divina”.
A fare significativamente da cornice al racconto è il MEIS, il primo museo italiano sui rapporti tra minoranze e maggioranze. In una sorta di contrappasso, è sorto dalla ristrutturazione dell'ex-carcere di Ferrara: quello che nel Novecento è stato un luogo di segregazione e di esclusione, in particolare negli anni bui del fascismo (con la detenzione di oppositori di regime e di cittadini di origine ebraica, fra i quali Giorgio Bassani), si è trasformato in un centro di cultura, ricerca, didattica, dialogo e inclusione.
Tutto questo avviene a Ferrara, individuata come sede ideale del MEIS perché della presenza ebraica sono permeate le sue vie, la sua storia e le sue tradizioni, come avviene solo in pochi altri luoghi al mondo. Gli Ebrei vivono qui da oltre mille anni, in continuità e in un naturale scambio con il resto della popolazione. Ciò anche grazie ai duchi d’Este, che agli Ebrei aprirono le porte della città proprio quando altri governanti – a partire dai papi – li cacciavano o isolavano. A Ferrara hanno trovato rifugio gli Ebrei romani e siciliani, toscani e sefarditi, espulsi da Spagna e Portogallo. Ed ecco, allora, le tre sinagoghe, l’incantevole cimitero ebraico entro le Mura e le strade del ghetto, che ancora parlano ebraico. Luoghi vivi, insomma, che il MEIS incomincia a raccontare.

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Come Arrivare

Via Piangipane, 81 - Ferrara

 

  • In auto

A13 da Padova uscita Ferrara Nord

A13 da Bologna uscita Ferrara Sud

Parcheggio gratuito Ex-Mof in via Darsena

  • In autobus di linea

Dalla stazione ferroviaria autobus n. 2 collegamento ogni 20 min

Servizi e Accessibilità

visite didattiche gruppi
visite didattiche scuole
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sito accessibile




 

Info e Prenotazioni

848 082 380

da cellulari e dall'estero +39 06 39967138 

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Biglietteria

Il biglietto comprende la visita alla mostra e allo spettacolo multimediale.

 

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Tariffe

Intero: € 10.00

 

Ridotto:

€ 8.00 ragazzi dai 6 ai 18 anni compresi,  studenti universitari, categorie convenzionate | young people aged 6 - 18 years old

€ 6.00 gruppi da 8 a 15 persone (un accompagnatore gratuito ogni 15 paganti) groups min 8 max 15 pax

€ 5.00 scuole (due accompagnatori gratuiti per ogni classe) | schools

 

Gratuito: bambini sotto i 6 anni, diversamente abili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM e militari in divisa

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Visite Didattiche

Gruppi
    • Italya, viaggio nei primi mille anni di storia ebraica in italia

    visita attiva
    La visita attraversando il museo approfondirà la storia degli ebrei dall’epoca dell’impero Romano, alla distruzione del tempo di Gerusalemme all’arrivo in Italia, prendendo spunto dagli oggetti esposti. Al termine chi vorrà potrà cimentarsi con la ricostruzione di una linea del tempo in cui accostare date ed avvenimenti.

    durata: 90 minuti+ 24 minuti visione audiovisivo in autonomia
    lingue: italiano, inglese
    costo: 4 euro a persona (massimo 15 partecipanti)
    prenotazione obbligatoria al num. 848082380 | dall’estero 0639967138

     

    • La legge non è uguale per tutti

    laboratorio
    Prendendo spunto dalla visita alla mostra saranno analizzate le regole imposte agli ebrei da Teodosio con l’editto di Tessalonica del 380, le ripercussioni che quelle regole hanno avuto sulla storia dei secoli successivi e il loro influsso sul pregiudizio antigiudaico. Nella seconda fase saranno analizzate le leggi che hanno portato alla perdita dei diritti sotto il III Reich: dalla propaganda antisemita alle Leggi di Norimberga, per arrivare al concetto di purezza razziale propagandato dalla dittatura nazista.
    Il laboratorio terminerà con una riflessione sul concetto di uguaglianza dei diritti dall’illuminismo alle costituzioni moderne.

    durata: 90 minuti + 24 minuti visione audiovisivo in autonomia
    lingue: italiano
    costo: 4 euro a persona (massimo 15 partecipanti)
    prenotazione obbligatoria al num. 848082380 | dall’estero 0639967138

Scuole

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Orario

Aperto

10.00 - 18.00

DAL MARTEDÌ AL MERCOLEDÌ E DAL VENERDÌ ALLA DOMENICA

10.00 - 23.00

Giovedì 

Chiuso

Chiuso tutti i lunedì, 31 marzo, 10 settembre
 

 

Biglietteria

La biglietteria chiude 45 minuti prima dell’orario di chiusura del Museo, il giovedì un'ora prima

 

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