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  • Jan Fabre. Ecstasy & Oracles
    Jan Fabre. Ecstasy & Oracles
    Palermo, Agrigento - Mostre, dal 07/07/18 al 04/11/18
  • Chiostro di Santa Maria Nuova
    Jan Fabre. Ecstasy & Oracles
    dal 07/07/18 al 04/11/18
  • Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi
    Jan Fabre. Ecstasy & Oracles
    dal 07/07/18 al 04/11/18
  • Museo Archeologico Regionale
    Jan Fabre. Ecstasy & Oracles
    dal 07/07/18 al 04/11/18

Jan Fabre. Ecstasy & Oracles

Monreale Agrigento
Mostre

 

Nell’anno di Palermo Capitale italiana della cultura, la città ospiterà numerosi eventi culturali e in questo virtuoso scenario si incastona anche un grande progetto che vede coinvolto il Maestro fiammingo Jan Fabre.

Oltre alla mostra che si terrà ad Agrigento, all’interno del Parco della Valle dei templi, del Museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”e in luoghi pubblici nella città da maggio a ottobre 2018, Fabre rientra in un progetto più ampio che comprende anche lo splendido complesso benedettino di Monreale (Palermo), in un’ottica condivisa di valorizzazione che crea percorsi di visita inediti e uniti tematicamente dall’idea dell’artista e delle curatrici Joanna De Vos e Melania Rossi.

Jan Fabre, sin dai suoi esordi come artista, ha scelto come sorta di alter ego, metafora di se stesso e del proprio sistema di pensiero, lo scarabeo.
Fabre è infatti affascinato dal mondo degli insetti e dallo scarabeo in particolare sin da bambino, quando, ispirato dagli scritti del suo antenato entomologo Jean-Henri Fabre, inizia a studiarne i comportamenti e la forma.
Questo insetto è antico simbolo di metamorfosi e passaggio tra la vita e la morte, basti pensare a certa scultura funeraria classica o al genere pittorico della vanitas, a cui Fabre è particolarmente legato e a cui fa costantemente riferimento, non abbandonando mai l’amore per i grandi maestri fiamminghi.

 

  • A MONREALE

Ex Dormitorio e sala ad esso adiacente, Capella di San Benedetto
Il tema del ciclo eterno di vita e morte rappresentato da questo, si potrebbe dire preistorico, insetto, è per il Maestro un tema ricorrente che intende affrontare anche in occasione della mostra di Monreale, con l’esposizione di 10 grandi pannelli realizzati a mosaico, dal titolo Vanitas vanitatum, omnia vanitas, in cui le tessere sono costituite da meravigliose corazze cangianti di scarabeo. In questa serie di opere, per la prima volta esposte in Europa dopo la grande personale dell’artista al museo Hermitage di San Pietroburgo nel 2017, Jan Fabre celebra la condizione umana come fosse una danza non contro ma con il tempo, in cui l’uomo può giocare con la propria mortalità e circondarsi di valori positivi quali la lealtà, la spiritualità, la fede nel corpo e nell’intelligenza.
Lo scarabeo è considerato sacro in molte culture, animale dal potente potere magico-apotropaico nel divenire e trasformarsi, simbolo di rinascita che troverà dunque qui, nello splendido Duomo di Monreale, una collocazione straordinaria. Fabre è noto per aver rivestito con questo tipo di materiale naturale il soffitto del Palazzo Reale a Bruxelles. Le sue sculture ricoperte di scarabei iridescenti sono state esposte in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo tra i quali il Louvre, l’Espace Louis Vuitton a Tokyo e l’Ermitage, riscuotendo un enorme successo di pubblico (sono stati infatti registrati più di un milione di visitatori).
Al tema del rapporto ciclico e metamorfico tra materiale e spirituale si collegano anche le sculture in bronzo color oro che verranno esposte in due ulteriori spazi all’interno del complesso, la stanza adiacente all’Ex Dormitorio e la cappella di San Benedetto, per la prima volta aperta al pubblico.
In un passaggio di grande coerenza sia tematica che visiva, nel Duomo sarà esposto “L’uomo che porta la croce”, scultura a grandezza naturale che celebra il dubbio, la natura fisica e spirituale conviventi nell’essere umano. Quest’opera di grande impatto visivo e di profondo significato è stata acquisita dalla Diocesi di Anversa ed è installazione permanente all’interno del Duomo della città, integrandosi perfettamente con le opere antiche come riconnessione tra arte contemporanea e fede contemporanea.Nella sala attigua all’Ex Dormitorio, saranno esposte tre sculture in bronzo che rappresentano degli scarabei recanti sul dorso rispettivamente una croce latina, un albero di alloro e un bastone vescovile.La mostra sarà un susseguirsi di spazi scenici e sacrali, in cui il maestro belga e le curatrici intendono richiamare con un linguaggio contemporaneo i mosaici del Duomo, sia da un punto di vista estetico che di significato. Il racconto sarà quello di una rivelazione artistica e spirituale, che si compie nella continua revisione, nel ripensamento e nella reinvenzione di sé stessi, suggerita anche dal dialogo tra le opere di Jan Fabre e quelle che abitano da sempre la cattedrale.

 

  • AD AGRIGENTO

Parco Archeologico lungo il percorso esterno, Villa Aurea
Il progetto intende indagare la tematica degli “oracoli” attraverso la presentazione di due macro sezioni, di cui: (i) la prima riguarda la realizzazione di una istallazione video, ideata dal maestro appositamente per questo progetto ed ispirata al significato mitologico, filosofico e storico degli straordinari templi (Giunone, Concordia, Ercole, Giove e Dioscuri). Detta installazione sarà mostrata al pubblico in prossimità del Tempio della Concordia.
La performance-film sarà compresa di audio ma senza testo e sarà trasmessa in loop, per permettere una fruizione ottimale da parte del pubblico in ogni momento.
L’artista ha girato questo nuovo film ricreando un ambiente in cui i protagonisti sono gli elementi naturali, la loro forza reale e simbolica, i loro significati più archetipici. In uno spazio dominato da terra, acqua, fuoco e aria una giovane attrice si muove in una sorta di estasi mistica, rimandando sia al mito di Cassandra, profetessa tristemente condannata da Apollo a non essere creduta da nessuno, sia alla pratica oracolare della Pizia, senza il cui responso nell’antica Grecia non si fondavano città, né si iniziavano guerre. Intorno a lei, camminano anch’esse immerse negli elementi naturali, delle grandi tartarughe di terra, animali oracolari per eccellenza la seconda sezione riguarda l’esposizione, all’interno della Villa Aurea, di una selezione di opere del maestro con sculture di dimensioni contenute, disegni e video in 8 e 16mm (realizzate nel corso di diversi decenni di produzione e quindi dall’importante valore documentativo) che vedono protagoniste sempre le tartarughe, simbolo ricorrente dell’arte di Fabre.
Questo animale è presente nell’immaginario del maestro belga sin dalla sua infanzia, quando infatti era solito osservare le sue due tartarughe “domestiche”, Janneke e Mieke, omaggiate poi dall’artista in alcuni tra i suoi lavori più importanti.
La loro corazza esterna, evidente protezione e quindi dichiarazione di fragilità, il loro essere animali quasi preistorici, antichissimi ed incredibilmente longevi, sono tutti elementi che hanno certamente contribuito ad una sorta di alone mitico. Nel corso della storia del pensiero umano, molti sono i racconti, i miti e i paradossi che le vedono protagoniste, da Zenone a Cosimo de’Medici; Fabre nelle sue opere ne rappresenta i valori di creazione, costanza, determinazione, pazienza, il loro essere simboli di immortalità, dimora temporanea delle anime, guida verso un universale “al di là”. Come dice l’artista, che si è autoritratto più volte nell’atto di cavalcare una tartaruga: “she (the tortoise) is like a gentle lady, who takes me on the other side”.


Cortile esterno del Museo archeologico “Pietro Griffo”
Per il Museo regionale archeologico “Piero Griffo”, l’artista e le curatrici hanno scelto di allestire due sculture in bronzo della serie Chapters (2011), autoritratti dell’artista con l’aggiunta di attributi animali. In queste due opere in particolare Jan Fabre ha delle corna da capra, facendo così ironicamente riferimento alle famose capre girgentane – che si possono simbolicamente adottare nella valle – e ponendosi in una posizione di umile rispetto di fronte allo splendore del luogo.
Le opere verranno infatti allestite nel cortile panoramico del museo, da cui si possono ammirare tutta la valle e il mare.


Spazi pubblici nella città (Biblioteca Lucchesiana, chiesa di Santa Maria dei Greci, chiesa di Santo Spirito)
Il percorso espositivo prosegue nella città di Agrigento, dove verranno allestite alcune sculture di piccole dimensioni sempre sul tema delle tartarughe e un’opera in bronzo a grandezza naturale: “L’uomo che dà la luce”.
Nello specifico, la biblioteca Lucchesiana vedrà tre opere della serie “Thinking models”, in vari materiali, che combinano due ricerche molto importanti per l’artista: lo studio del cervello umano e il tema del carapace esterno (delle tartarughe e degli insetti) come protezione naturale. La biblioteca Lucchesiana, storico e affascinante luogo della cultura e del pensiero, riaprirà al pubblico e troverà nelle opere di Fabre perfetta eco tematica.
La chiesa di Santa Maria dei Greci, idealmente collegata alla Valle perché nata sulle fondamenta di un antico tempio greco, ospiterà due sculture Greek tragedy & Greek victory, tartarughe in bronzo che richiamano le opere allestite nella valle sottostante, oltre ad una piccola e preziosa opera all’interno della chiesa, quasi una reliquia sempre sul tema dell’animale oracolare.
Nel chiostro della bellissima chiesa di Santo Spirito, la scultura in bronzo a dimensioni naturali “L’uomo che dà il fuoco”, è un autoritratto dell’artista nell’atto di proteggere la fiamma “sacra” con un lembo del cappotto. Un’opera interattiva che catalizza l’attenzione del pubblico andando oltre l’immagine dell’artista, che diventa un pretesto per rappresenta l’uomo in generale che, in tempi antichi come nell’epoca contemporanea, possiede l’afflato di andare oltre il proprio destino.
“L’uomo che dà il fuoco” è una sorta di Prometeo contemporaneo, che tenta con mezzi imperfetti, assolutamente umani, di tenere viva la propria passione e di passarla agli altri, porgendo il suo zippo e accendendo con generosità la passione (o la sigaretta?) delle generazioni future.
Queste opere si legano dunque all’intervento espositivo nell’Acropoli, recando un messaggio di speranza naturale per questo uomo/Prometeo dalle passioni immisurabili e incontenibili nonostante la sua finitezza. Un uomo fragile, che non possiede una corazza esterna come le tartarughe, ma che attraverso il proprio pensiero e la propria intelligenza si fa immortale ed entra nella storia mitica del mondo.

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Servizi Chiostro di Santa Maria Nuova

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Il sito è accessibile limitatamente all'area del Chiostro posta al piano terra con ingresso dalla Villa Comunale

 

 

 

Il parco è facilmente accessibile anche a persone con disabilità motoria. 
Presso i due ingressi è disponibile un servizio navetta per il trasporto interno. 

Servizi Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi

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Il parco è facilmente accessibile anche a persone con disabilità motoria. 
Presso i due ingressi è disponibile un servizio navetta per il trasporto interno. 

Servizi Museo Archeologico Regionale "Pietro Griffo"

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Info e Prenotazioni

+39 0922 1839996

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Coopculture

Dove


Monreale


Agrigento

Chiostro di Santa Maria Nuova

In autobus di linea

da Piazza Indipendenza a Palermo linea 389 fino a Monreale

 

In auto

da Palermo percorrere Corso Calatafimi fino all'uscita della città e imboccare la SS 186 e successivamente la SP 69 fino a Monreale

Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi

 

In aereo: volo per l'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani o l'aeroporto Fontanarossa di Catania. Quindi, in autobus o in macchina. Occorrono circa due ore per arrivare ad Agrigento. 
 

In autobus di linea: CATANIA Aeroporto - AGRIGENTO Sais Trasporti Spa tel 095.536201 
PALERMO Aeroporto - AGRIGENTO: Sal Tel. 0922.401360 

In auto: da Palermo (130 km) prendere la SS121 e l' uscita Agrigento/SS189. Dopo Aragona seguire le indicazioni per il centro di Agrigento o se si vuole arrivare direttamente alla Valle dei Templi, seguire le indicazioni per Caltanissetta , Canicattì e immettersi sulla 640 (Caltanissetta- Porto Empedocle) in direzione Porto Empedocle. Giunti alla rotatoria Giunone, sotto il Tempio di Giunone, imboccare il viale alberato fino ad arrivare al parcheggio Sant'Anna o nei pressi del Tempio di Giunone. 

Dalla zona Trapani/Erice (175 km) /Selinunte (99km) prendere la strada statale 115. Dopo aver oltrepassato Porto Empedocle seguire l'indicazione Valle dei Templi. 

Dalla zona Taormina-Catania-Siracusa prendere l'autostrada Catania-Palermo. Dopo Enna, prendere l'uscita verso la 640 Caltanisetta/Agrigento seguendo prima l'indicazione per Caltanissetta e, poi, Porto Empedocle fino ad arrivare alla rotatoria Giunone sotto il Tempio di Giunone. Seguendo l'indicazione Valle dei Templi si arriva al parcheggio. 

Dalla zona di Ragusa seguire la strada statale 115 fino ad arrivare alla Rotatoria Giunone. 

Museo Archeologico Regionale "Pietro Griffo"

In aereo: volo per l'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani o l'aeroporto Fontanarossa di Catania. Quindi, in autobus o in macchina. Occorrono circa due ore per arrivare ad Agrigento. 


Autobus di linea: CATANIA Aeroporto - AGRIGENTO Sais Trasporti Spa tel 095.536201 

PALERMO Aeroporto - AGRIGENTO: Sal Tel. 0922.401360 
 

In treno: Agrigento è collegata a Palermo e Caltanissetta (da dove la linea si dirama per Catania-Siracusa, Messina e il continente. La Stazione Centrale si trova nel centro città. Orari e biglietti. 

In nave: ci sono dei traghetti e navi veloci che collegano la Sicilia con Cagliari, Genova, Livorno, Napoli, Tunisi e Malta. Un servizio traghetti collega regolarmente Porto Empedocle con Lampedusa and Linosa.

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Quando

da Sabato 7 Luglio a Domenica 4 Novembre 2018

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Biglietteria

Pacchetto
    • Ex Dormitorio e sala ad esso adiacente, Capella di San Benedetto

    supplemento di € 3.00 sul biglietto di ingresso al sito 
     

    • Parco Archeologico lungo il percorso esterno, Villa Aurea

    supplemento di € 2.00 sul biglietto di ingresso al sito e sul biglietto integrato Museo+Valle

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