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  • 1° Congresso Nazionale CulTurMedia
    1° Congresso Nazionale CulTurMedia
    focus su I Grandi Eventi
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1° Congresso Nazionale CulTurMedia

 

Il 7 e 8 febbraio 2019 a Genova il primo congresso nazionale di CulTurMedia, associazione di settore che riunisce le cooperative operanti nei settori della cultura, del turismo e della comunicazione e di cui CoopCulture fa parte sin dalla sua costituzione del 2017.

Il capoluogo ligure è stato scelto come sede della prima assise nazionale dell’organizzazione come segno di solidarietà attiva con la sua città e le sue imprese. L’importanza della scelta di Genova come sede del Congresso è stata ribadita come la volontà di segnalare una particolare vicinanza della cooperazione del settore agli eventi drammatici e alla conseguente situazione di grande difficoltà che ha colpito Genova negli ultimi mesi. Una situazione che necessita della solidarietà e del sostegno del Paese e, in particolare, anche del contributo di idee, progetti e risorse da parte della cooperazione per poter contribuire ad una indispensabile ripresa dal punto di vista economico e sociale.
1° congresso nazionale CulTurMedia
Due giorni di lavori animati da tavole rotonde e incontri, presentazione di buone pratiche e di progetti e con uno sguardo rivolto alle reti europee della cultura, del turismo, alle industrie culturali e creative, all’informazione e alla comunicazione.

Una visione trasversale comune: affermare e promuovere il pluralismo in ogni settore della cultura e promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori anche con il contributo strategico di creatività, informazione di qualità, turismo culturale. Guardando anche alle opportunità di investimento e lavoro nei beni comuni, di cui i beni culturali rappresentano un non trascurabile elemento di valorizzazione delle competenze e dell’attivismo delle cooperative.

Il primo tavolo di lavoro: “Partenariati innovativi e filiere cooperative: una via sostenibile per la messa a valore del patrimonio culturale, la rigenerazione urbana e lo sviluppo dei territori” ha ragionato su art.151 del Codice degli appalti, sui partenariati con alcuni modelli cooperativi come il TTB Teatro tascabile di Bergamo; sul patrimonio culturale sottoutilizzato e inespresso, sulle risorse non ben investite in cultura. La cooperazione ha espresso la propria intenzione di avere una posizione sempre più propositiva nel sistema culturale, pronta a dialogare con il Ministero, i Comuni e gli Enti locali e naturalmente l’Europa.

La seconda giornata si è aperta con interventi dei delegati e un accorato saluto del Presidente Legacoop Mauro Lusetti che ha invitato #CulTurMedia a mantenere la resilienza tipicamente cooperativa e il delicato equilibrio tra scambio mutualistico, contratti di lavoro e competitività del mercato attivando la cd. logica del terzo tempo: del tempo dedicato all’associazione per capire come contribuire a rinnovare il linguaggio e il metodo di comunicazione.

Il presidente di Legacoop Liguria Gianluigi Granero nella sua riflessione ha parlato di complessità come necessità di elaborazione di pensiero e di azione e di come bisogna acquisire consenso sui modelli di gestione privata per scardinare quel ruolo ancora ancillare della cooperazion nel settore.

Cristina Loglio, consulente per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, ha commentato come la cooperazione abbia la stessa visione dell’Unesco sui territori strettamente collegati alla comunità che ci vive; elogiando i valori della cooperazione e la tendenza alla trasversalità.
Fabio Renzi, segretario generale di Symbola ha espresso cosa dovrebbe a suo avviso essere #CulTurMedia: un soggetto politico, culturale, economico e sociale per la rigenerazione dei territori.

Nel panel dedicato all'editoria, informazione e cultura, Demetrio Chiappa di Doc Servizi ha ricordato che bisogna diffondere la forza e la novità della cooperazione, dando spazio a idee grandi e brillanti.

Innovazione, digitalizzazione, territorio e cultura. Sono le parole chiave utilizzate dal presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Luigi Gallo. “Il privato ha il compito di elaborare sviluppo innovativo dal punto di vista culturale. Ad esempio, una volta definito dal pubblico la concessione di un servizio o di una gestione deve competere con l’innovazione e con il prodotto di qualità. Quindi non con un adagiamento sulle condizioni del passato. Oggi dobbiamo offrire anche delle esperienze in più, dobbiamo riuscire a catturare nuovi cittadini appassionati di cultura. La visita a un museo non sarà più semplicemente una visita, ma un’esperienza sensoriale. Dovranno esserci imprese capaci di realizzare tutto questo”.

A fine congresso i 132 delegati hanno eletto la nostra presidente Giovanna Barni come nuovo presidente del settore #CulTurMedia. Sarà “una presidenza inclusiva – ha detto Giovanna subito dopo l’elezione - Non solo rigenerare la cooperazione nel nostro Paese, ma anche dare un contributo all'esperienza cooperativa di sviluppo, di crescita, di reputazione e di rappresentatività e internazionalizzazione. Un lavoro da fare insieme”.