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  • Una Gift Card per visitare Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci
    Una Gift Card per visitare Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci
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Una Gift Card per visitare Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci

 

Istituita la Gift Card per visitare la mostra Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci. Il nuovo biglietto, in formula open, permetterà ai visitatori di accedere per tutta la durata dell’esposizione, anche in
giorni diversi, alla Crypta Balbi e a Palazzo Massimo: le due, tra le quattro sedi del Museo Nazionale Romano, in cui è allestita la rassegna.
 

La Gift Card, acquistabile al costo di 13 euro in tutte le biglietterie del Museo Nazionale Romano, e online con un supplemento di 2 euro, ha un tempo di validità superiore all’attuale biglietto intero cumulativo.
Fino a oggi i visitatori avevano infatti la possibilità di accedere alle due sedi del Museo Nazionale Romano in cui si articola la mostra, attraverso il regolare biglietto valido esclusivamente per tre giorni e al costo di 15 euro.
La Gift Card, valida per un solo ingresso a Palazzo Massimo e alla Crypta Balbi, è invece open dal momento dell’acquisto al 7 aprile 2019, ultimo giorno di apertura della mostra.
 

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Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci – promossa dal Museo Nazionale Romano diretto da Daniela Porro, con Electa – è stata ideata da Mirella Serlorenzi, che l’ha curata con Marcello Barbanera e Antonio Pinelli. Racconta gusti, forme e mode dell’antico, dall’età classica ai giorni nostri, passando per la stagione del Grand Tour, quando nasce il gusto per il souvenir.
Una storia che nasce da una scoperta avvenuta nel 2010 nel rione Monti a Roma, quella dell’atelier di Giovanni Trevisan (1735-1803), detto il Volpato. Artista e incisore, amico di Antonio Canova e di Angelica Kaufmann, contava tra i suoi clienti il re Gustavo III di Svezia e l’imperatrice Caterina II di Russia.
Realizzava prodotti raffinati ed eleganti per un pubblico colto e d’élite desideroso di possedere tanto originali di età romana, quanto repliche di piccole dimensioni.
Il museo della Crypta Balbi è il luogo ideale per l’esposizione dei materiali rinvenuti nell’indagine archeologica che ha riportato alla luce l’atelier di Volpato. I frammenti recuperati documentano una serie di ceramiche da tavola, finora poche note, e un piccolo campione della creazione di statuette a tutto tondo che costituiscono il prodotto più conosciuto e pregiato dell’artista, come lo straordinario centrotavola il Trionfo di Bacco e Arianna.

A Palazzo Massimo, invece, viene messo in particolare evidenza il tema della serialità artistica in tutta la sua complessa varietà. Gli stessi Discoboli, nella collezione permanente del Museo, dimostrano anche per l’età classica l’esistenza della riproduzione di opere d’arte da originali greci. Ancora oggi il Discobolo resta un’immagine potente nella cultura contemporanea, come si evince dallo scultoreo torso fotografato da Mapplethorpe, in mostra. Così come all’Ermafrodito dormiente, copia di epoca romana di una figura di età ellenistica, s’ispirano tanto Canova quanto Francesco Vezzoli, come dimostrano gli eccellenti prestiti.
Modello antico, versione neoclassica e contemporanea si fronteggiano, con significati distanti tra loro.
La mostra si avvale di un caleidoscopico allestimento che ricorre a proiezioni e magici giochi di luci e ombre per moltiplicare, scandire, accentuare forme, innesti, imitazioni, multipli e trasformazioni, rendendo espliciti i contenuti dell’esposizione, che ad oggi ha riscosso l’attenzione di un ampio e giovane pubblico.