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  • Quanto salvato dal natìo
    Quanto salvato dal natìo
    Quanto salvato dal natìo
    Roma - Mostre, dal 16/01/19 al 21/01/19
  • Palazzo Merulana
    Quanto salvato dal natìo
    Quanto salvato dal natìo
    Palazzo Merulana, dal 16/01/19 al 21/01/19

Quanto salvato dal natìo. Quanto salvato dal natìo

Roma
Mostre

 

La mostra di Sergio Magalini nato ad Amatrice nel 1927, nei suggestivi spazi di Palazzo Merulana, si articolerà in un'esposizione di 30 opere con  immagini di due tipologie: la prima costituita da frammenti scartati e recuperati da rovine di edifici colpiti dal terremoto (porte scardinate, avanzi di infissi, frammenti di tavole, etc.), impiegati come supporto per sovrapposizioni pittoriche evocanti il sisma e suggerite da forme e trame dei materiali stessi,  la seconda da 20 dipinti su tela, rappresentanti scenari legati ai ricordi personali dell’artista di Amatrice e le Ville.

L’esposizione, nata da esperienza radicale, quindi trasferita a proposta artistica, offre come tema rilevante i sismi del 24 Agosto 2016, con repliche del 30 Ottobre e del 18 Gennaio 2017, che hanno di fatto obliterato qualsiasi vestigia fisica della città di Amatrice, lasciando al suo posto soltanto alti cumuli detriti e di materiali inerti, non più riconoscibili né collocabili, appunto i Relitti, e una collezione di immagini e di figure evanescenti, ritenute nei Ricordi.
Dal dialogo spezzato, ripreso tra i materiali refusi e le memorie aleggianti, sorge il movente raffigurativo, compito esclusivo dell’artista, a dare forma a quanto oggi non c’è più. Ed in questo, offrire testimonianza, personale e collettiva, di quanto recuperabile dal perduto. Ma anche, attraverso tale metamorfosi pittorica, nuova sembianza e fonte di speranza tesa a una rinascita.

Quanto salvato dal natìo intende offrire anche una valenza germinale, perché replicabile in altre località Italiane colpite dal sisma. In particolare, si pensi a: Belice, Friuli, Irpinia, Assisi, L’Aquila, Reggio, Norcia costituendo un’ideale spina dorsale che percorre tutta la nostra Penisola.
Tale possibile sviluppo prevedrebbe una chiamata ad artisti originari dei luoghi colpiti ad esporre proprie collezioni di opere, riferite tanto agli eventi veri e propri quanto ai ricordi preteriti. In questo tempo, in cui una delle maggiori necessità in Italia è data da una chiamata all’unità, il progetto può costituire un significativo momento di aggregazione e condivisione per tutti i connazionali, accomunati tanto da un vivo sentimento collettivo, quanto dagli impegni personali, profusi nel corso di tali sfortunati eventi.

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