Il MAO presenta la mostra dedicata all’omonima serie di stampe di Hiroshige che ci trasporta sulla leggendaria Via del Mare Orientale, fra l’antica capitale imperiale Kyoto ed Edo, l’odierna Tokyo.
La mostra è dedicata alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit.
Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale che hanno accompagnato e reso possibile l’esperienza del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.
Il progetto – seconda parte di un percorso già avviato al MAO nel 2025 – è curato da Laura Vigo, Conservatrice per l'arte e l'archeologia asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), e si avvale di un’importante collaborazione con i Musei Reali di Torino.
Nelle sale del MAO, le celebri vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, due opere di grande valore provenienti dalle collezioni dei Musei Reali di Torino. Entrambe offrono una testimonianza tangibile della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo e dell’immaginario evocato dalle stampe.
Grazie alla collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione, in linea con l’orientamento sviluppato dal MAO negli ultimi anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non sono le opere a viaggiare, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale che la accompagnano. Il progetto si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta con la medesima chiave interpretativa basata sulla vita sociale ed economica di questi oggetti culturali effimeri al tempo in cui furono prodotti. Attraverso le tecniche di comunicazione verbale ispirate alla Visual Thinking Strategy, la narrazione riesce a rendere più accessibili – e pertinenti – contenuti scritti complessi al più grande numero di lettori.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen, venivano comprate e presto dimenticate.
Queste immagini furono rivoluzionarie. Non nacquero come opere da museo, ma piuttosto come prodotti editoriali di largo consumo, e fu solo successivamente, durante la seconda metà del XIX secolo, che in Occidente vennero riscoperte e consacrate come opere d’arte.
In questo contesto la direzione artistica di Takenouchi Magohachi fu cruciale: non solo nella stampa e distribuzione, ma anche nel concept narrativo e visivo dell’intera serie, costruita come una sorta di storyboard ante litteram, pensato per catturare l’attenzione di un pubblico ampio, assetato di immaginazione e novità.
Ma cosa rende questa serie così speciale rispetto a tutte le altre? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto conosciuto – il tragitto lungo la Tōkaidō, 490 km di strada che collegavano Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese, ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige e la sua squadra non si limitarono a rappresentare il paesaggio: lo reinventarono. Ogni stampa diventa così una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, istituita nel 1601 e percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, da mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo, servizi di tutti i generi e prodotti tipici. Hiroshige ed il suo team seppe restituire tutto questo, trasmettendo il senso del movimento, la vivacità e la varietà degli incontri e il fascino di un paese in movimento e in trasformazione. Le sue stampe trasformarono l’ordinario in straordinario, aprendo al pubblico giapponese – e in seguito anche a quello occidentale – un mondo sospeso tra realtà e sogno.
Dónde
Via San Domenico 11, 10122 Torino