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  • LA CULTURA CURA.
    LA CULTURA CURA.
    focus on Great Events

LA CULTURA CURA.

Manifesto Cultura Cura

 

Dobbiamo metterci tutti dalla stessa parte, ha chiesto il Ministro Franceschini al mondo della cultura e in risposta ai tanti appelli che ha ricevuto in questi giorni perché se in un’emergenza come quella che stiamo vivendo il Paese si divide i rischi diventano molto più grandi.

Siamo pronti a fare la nostra parte e, facendo nostro il suo appello, ci uniamo per dare un contributo alla coesione sociale di cui c’è grande bisogno e che deve essere costruita passo dopo passo.

Al Ministro Franceschini chiediamo di aprire il prima possibile un tavolo interministeriale permanente insieme ai Ministri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e dell’Economia in cui discutere sia degli aiuti per affrontare la fase emergenziale che stiamo vivendo oggi come imprese della cultura e della creatività, sia per delineare un nuovo futuro quando i luoghi della cultura potranno riaprire in sicurezza perché esempi virtuosi di gestione di spazi pubblici in epoca di pandemia. 

La cultura non solo è sicura ma la cultura ci cura.

Teatri, cinema, sale da concerto, live club, musei e parchi, biblioteche, festival e il mondo dei congressi, dei convegni e degli eventi e tutti i luoghi e le occasioni aperte al pubblico in cui la cultura si produce, si scambia e si vive hanno ricevuto un’altra battuta d’arresto dalla quale potrebbero non riprendersi. Tutti perché forzatamente chiusi o perché aperti ma, comunque, fortemente condizionati e limitati nell’accessibilità e nelle attività consentite. Un settore unico, una grande e articolata filiera, che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, imprese ed organizzazioni e che vale diversi punti di PIL, ma che, a parità di numeri, ha un impatto sociale e culturale come nessun altro.

La cultura chiede centralità nel sostegno al lavoro e all’innovazione per il ruolo che svolge. Parliamo di ristori, risarcimento e di aiuti, che vanno sempre concertati con le diverse Associazioni, senza dimenticare nessun codice Ateco e senza distinzione tra codici primari e secondari. Abbiamo bisogno, inoltre, di pensare oggi a come riaprire domani, in tutta sicurezza, per evitare di trovarci impreparati e per evitare di lasciare altre macerie dietro di noi. Ad essere vanificato finirebbe soprattutto l’impatto positivo sui territori di luoghi distribuiti in tutta la penisola, nei centri delle città, nelle periferie o nei piccoli borghi, veicoli di promozione culturale e turistica, spazi multifunzionali e di comunità con un ruolo di “sicurezza morbida”, frontiera all’abusivismo o alla disgregazione, leva di sviluppo sostenibile.

Le proposte del settore culturale e creativo per il Tavolo permanente

Occorre incidere sulle diverse dimensioni, dai ristori al lavoro, dall’innovazione alla sostenibilità:

 

·       ristoro per tutte le categorie colpite senza lasciare indietro nessuno, anche i meno visibili, e accessibile per tutti  in modo semplificato e immediato e tutele dei lavoratori nelle diverse tipologie

·       adeguate agevolazioni fiscali e previdenziali perché cultura, arte e spettacolo devono essere considerati beni primari dei quali non si può fare a meno perché sono in grado di sanare e alleviare anche le ferite di questo periodo e di rigenerare città e territori domani

·       fondi per la creatività e l’innovazione perché i lavoratori e le organizzazioni siano direttamente protagoniste di un processo di riqualicazione, rafforzamento e rinnovamento che coinvolga organizzazioni, competenze, produzioni, promozioni e spazi e, inoltre, bisogna iniziare ad usare il Fondo per la Cultura istituito con il Decreto Rilancio

·       le imprese culturali e creative siano riconosciute tutte e sia sostenuta la loro filiera produttiva come un unicum, che unisce educazione, formazione, patrimonio culturale, arte e spettacolo e creatività, asset strategico nella prossima programmazione del NextGenerationEu

·       serve la programmazione sulle reti radiotelevisive pubbliche di eventi culturali - come annunciato dal Ministro Franceschini - ma serve soprattutto una comunicazione positiva sull’utilità pubblica, sociale e educativa, della fruizione live di arte e spettacolo, per salvaguardare - e incentivare con adeguate azioni di sostegno alla domanda - la partecipazione futura poi