Cerca nel sito :

 

Questo sito utilizza i Cookies Tecnici per migliorare e sviluppare il servizio per gli utenti e cookie di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più su come utilizziamo i cookies e come si possono controllare, leggi la nostra Privacy Policy/Dichiarazione sui Cookies.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Accetto

  • CoopCulture accresce il proprio know how e punta sul capitale umano
    CoopCulture accresce il proprio know how e punta sul capitale umano
    la fusione di Copat in CoopCulture
    focus su I Grandi Eventi

CoopCulture accresce il proprio know how e punta sul capitale umano. la fusione di Copat in CoopCulture

 

La cooperativa Copat confluisce in CoopCulture e rafforza in know how e il capitale umano di uno dei maggiori player del settore culturale in Italia.

Con questa operazione CoopCulture arriva a contare quasi 1100 soci e un fatturato complessivo (il dato è quello del 2016) chi sfiora i 59 milioni di euro. La fusione tra le due grandi coop di riferimento nel mondo della cultura della Lega Cooperative e di ConfCooperative segnala un momento di grande integrazione e ribadisce la tradizione mutualistica della cooperazione, permettendo di valorizzare ancora competenze e professionalità.

CoopCulture dopo la fusione con Copat acquisisce l’esperienza anche in ambiti diversi e complementari, come ad esempio la digitalizzazione di archivi e biblioteche, e rafforza la propria presenza in Piemonte e Lombardia. L’operazione nasce dalla volontà di affermare la presenza cooperativa nel comparto strategico della cultura, con la formazione di un soggetto più forte e capace, che possa essere motore e pivot per la crescita del settore, anche attraverso piattaforme di reti che aggreghino le straordinarie esperienze cooperative che da sempre operano nei territori. Un modello di business territoriale e cooperativo che può essere una risposta al tema della crescita sostenibile per il patrimonio e il turismo culturale non solo in Italia ma in Europa, come da raccomandazioni del Consiglio Europeo per il prossimo settennato.

In quest’ottica, si delinea una sfida di evoluzione organizzativa, di valorizzazione delle professionalità e delle competenze, peraltro in un momento in cui il settore della cultura, più di tutti gli altri, deve affrontare un cambiamento epocale in termini di utilizzo creativo delle nuove tecnologie, di innovazione di prodotto, di creazione di nuovi pubblici di fruitori, di rapporto col mondo della formazione: insomma CoopCulture guarda al futuro e all’internazionalizzazione volendo mettere insieme una storia di alta qualità e la trasformazione del mondo della cultura e del turismo culturale nell’epoca dell’industria 4.0.

Il Presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, ne ha dato notizia in apertura dell’Assemblea dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ricordando che “l’Alleanza può e deve rappresentare non tanto e non solo uno strumento di qualificazione nella relazione con le istituzioni e le rappresentanze, ma anche un luogo dove le cooperative si incontrano e insieme realizzano progetti di sviluppo imprenditoriale. La fusione tra la Copat di Confcooperative e CoopCulture di Legacoop dà vita ad una delle imprese principali nel mondo della gestione dei beni culturali e questa è una unificazione nata proprio nel contesto ACI: due cooperative che non si conoscevano nel corso degli anni di vita dell’Alleanza hanno imparato a conoscersi, arrivando a condividere progetti comuni poi sfociati nella costituzione della nuova realtà cooperativa.”