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  • Palazzo Pretorio senza barriere grazie al progetto “Cintola ad Alta Accessibilità”
    Palazzo Pretorio senza barriere grazie al progetto “Cintola ad Alta Accessibilità”
    focus su I 5 Sensi

Palazzo Pretorio senza barriere grazie al progetto “Cintola ad Alta Accessibilità”

 

Palazzo Pretorio è la prima realtà museale in Toscana a sviluppare lo strumento della comunicazione aumentativa alternativa (CAA) sulla propria collezione affiancato dalla lingua dei segni (LIS). La predella di Bernardo Daddi è la prima tappa di un percorso che proseguirà all’interno del museo.

 Si chiama CAA ed è l’acronimo del progetto di “Cintola ad Alta Accessibilità”, realizzato dal Museo di Palazzo Pretorio in collaborazione con CoopCulture, per proporre servizi museali accessibili attraverso lo strumento della comunicazione aumentativa alternativa (CAA) e della lingua dei segni (LIS). 
Dal prossimo 8 settembre, la sala dedicata alla Sacra Cintola che custodisce la trecentesca predella di Bernardo Daddi, “Storie della Sacra Cintola”, verrà dotata di specifici strumenti per agevolare e accogliere quei visitatori con bisogni comunicativi complessi che manifestano difficoltà di lettura e apprendimento: utenti con disabilità cognitive (autismo, dislessia, disgrafia), bambini normodotati in età prescolare o bimbi stranieri che devono ancora approcciarsi alla lingua italiana, adulti con patologie che inibiscono la capacità di lettura e comprensione. Numeri importanti anche a Prato, dove sono 200 i protocolli CAA attivati negli ultimi cinque anni dal servizio di neuropsichiatria infantile.
Palazzo Pretorio, custode della memoria di un territorio con la sua collezione di capolavori che spaziano dal Trecento al Novecento, si apre così all’innovazione nel campo della fruizione: si tratta del primo museo in Toscana, tra i primi in Italia, a dotarsi di specifici strumenti di comunicazione (LIS e CAA) per permettere una reale inclusione e superare tutte le barriere, come stabilisce la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (articolo 9 e articolo 30). Il progetto di avvale del patrocinio di Usl Toscana Centro e Isaac (Società internazionale per la comunicazione aumentativa alternativa), oltreché della collaborazione con l’Ens (Ente Nazionale Sordi). La predella di Bernardo Daddi è inoltre la prima tappa di un progetto che svilupperà lo strumento della comunicazione aumentativa  alternativa anche su altre opere della collezione permanente. «Questo progetto – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Prato Simone Mangani - consente a tutti di poter entrare nel museo e di fruire dell’opera simbolica per eccellenza della collezione permanente. È questo un primo tassello ma la nostra intenzione è quella di proseguire in questa direzione perché il Civico è il museo della città»

I dettagli
Le barriere in cui spesso s’imbattono i visitatori dei musei non sono solo architettoniche ma anche culturali e linguistiche. La sfida è stata quella di trasferire nei simboli utilizzati dalla comunicazione aumentativa alternativa (PCS) le didascalie dell’opera di Bernardo Daddi, collocata al primo piano del Museo: simboli e immagini per semplificare l’accessibilità della sala dedicata alla Sacra Cintola. I contenuti illustrati in CAA verranno  caricati sui mini iPad in dotazione per i visitatori.
«La parola chiave è accessibilità – spiega Erica Peron, responsabile organizzativo del progetto per CoopCulture – e non a caso il nostro progetto s’intitola “Cintola ad Alta Accessibilità”. In accordo con la direzione del Museo abbiamo voluto che la predella di Daddi fosse la prima opera a dotarsi di questi nuovi strumenti. Continueremo a proporre che le opere del Museo vengano tradotte in CAA ed eventualmente anche in LIS». «Vogliamo che questi linguaggi escano dalle stanze della riabilitazione, entrino nelle scuole e nei musei», sottolinea la logopedista Sara Corsini (Usl Toscana Centro)  e socio di Isaac Italy, annunciando come nel 2017 si terrà proprio a Prato il congresso mondiale  dell’istituto internazionale che si occupa di comunicazione aumentativa alternativa.
 
Per ampliare ulteriormente le possibilità comunicative sempre in un’ottica di didattica inclusiva, viene data inoltre ai bambini non udenti la possibilità di accedere alla spiegazione della predella trecentesca nella lingua dei segni italiana grazie a un cortometraggio in LIS realizzato con il supporto tecnico del regista Corrado Deri e l’intervento di un interprete Ens (anche il video sarà disponibile sugli iPad del Museo). «Siamo soddisfatti di questa collaborazione perché la lingua dei segni rappresenta la nostra identità», fa notare Mauro Papi, presidente dell’Ens di Prato.
 
La predella di Bernardo Daddi
Si deve a Bernardo Daddi la prima celebre rappresentazione della Sacra Cintola, la storia leggendaria della reliquia di Prato e del suo protagonista, Michele. «Un’opera che rappresenta l’emblema della città – sottolinea la conservatrice del Museo di Palazzo Pretorio Rita Iacopino – e che racchiude una storia in cui tutti i pratesi si riconoscono».
La preziosa predella faceva parte della pala d’altare (oggi perduta) conservata all’interno del Duomo di Prato, costituendone allo stesso tempo elemento celebrativo e didattico. Non è casuale la data di presentazione del progetto, alla vigilia dell’8 settembre, festività della Madonna che culmina nell’Ostensione della Cintola in Duomo.
 
Gli eventi collaterali
Una visita guidata speciale per la festa dell’8 settembre a Prato: alle 17, visita guidata gratuita intorno alle "Storie della Sacra Cintola" a cura della conservatrice Rita Iacopino (fino a esaurimento posti) cui seguirà un breve focus sulla CAA (Cintola ad Alta Accessibilità) condotto da un’operatrice didattica di CoopCulture.
 Il progetto CAA s’inserisce nel cartellone del festival “Settembre|Prato è Spettacolo”: domenica 11 settembre, alle 15.30, in piazza Santa Maria in Castello avrà luogo un’attività di workshop per far conoscere i simboli PCS che sono alla base della comunicazione aumentativa alternativa e farne sperimentare l’uso a coloro che parteciperanno all’attività laboratoriale. L’iniziativa, aperta a tutte le famiglie, rientra tra le attività della “Piazza dei Bambini”. L’ingresso è libero.