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  • Prato e CoopCulture:un'Officina per far crescere il territorio.
    Prato e CoopCulture:un'Officina per far crescere il territorio.
    Tavola Rotonda e Assemblea di Bilancio
    focus su I Grandi Eventi
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Prato e CoopCulture:un'Officina per far crescere il territorio.. Tavola Rotonda e Assemblea di Bilancio

Rassegna Stampa

 

Si e' tenuta nel bellissimo Museo del Tessuto di Prato, l'assemblea di  CoopCulturein cui e' stato  presentato e approvato il Bilancio e Rapporto di Sostenibilità 2015.

E' stata anche l'occasione di un confronto con esperti e amministratori sul tema della valorizzazione partecipata e sostenibile dei territori. l'Esempio di Prato, dove CoopCulture è impegnata presso il Museo di Palazzo Pretorio e nel sistema bibliotecario comunale, e' particolarmente importante perché qui l'impegno e la collaborazione tra l'amministrazione locale e la cooperativa stanno dando risultati importanti nel ridisegno del futuro della città legato alla cultura.

Ne hanno parlato, insieme al Presidente di CoopCulture Giovanna Barni, Roberto Calari, Coordinatore Nazionale Legacoop Cultura; Matthias Henkel, Center for Audience Development Institut für Kultur- und Medienmanagement, Freie Universität Berlin; Paolo Ermini, Direttore del Corriere Fiorentino; Simone Mangani, Assessore alla Cultura Comune di Prato; Paolo Verri, Direttore Generale Fondazione Matera Basilicata 2019.

Paolo Ermini, in apertura dei lavori, ha sottolineato come "lo sviluppo debba essere fatto all'insegna della qualità e del Made in Italy riuscendo anche a usare al meglio le innovazioni tecnologiche evitando errori e i rischi di uno sviluppo insostenibile."

Paolo Verri, parlando dell'esperienza di Matera Capitale europea della cultura 2019, ha sottolineato come "bisogna smetterla di pensare ai turisti e cominciare a pensare invece ai cittadini temporanei e abitanti culturali delle nostre città. Costruire nuovi modelli culturali significa dar vita al contempo ad altrettanti nuovi sistemi sociali ed economici integrati tali da non nascondere i contrasti sociali ma comprenderli e superarli."

Roberto Calari ha fatto il punto sul lavoro e sulla cooperazione nel settore della cultura evidenziando il valore di "laboratorio", di vera e propria officina come era nel titolo dell'iniziativa, dell'esperienza condotta da CoopCulture nei territori, che va ben oltre la mera erogazione di servizi ma che stabilisce le vere partnership con le amministrazioni e gli attori locali."

Ha salutato gli ospiti l'Assessore Mangani sottolineando come "se la cultura e'cittadinanza investire in maniera stabile e duratura su questo patrimonio può diminuire la spesa in altri comparti. Il positivo lavoro svolto fin qui con CoopCulture ha spinto il comune di Prato a decidere di candidarsi, da qui ai prossimi tre anni, come capitale italiana della cultura".

A chiusura dei lavori, il Prof. Matthias Henkel ha parlato di un necessario sviluppo del museo non più solo come luogo di oggetti materiali ma anche come spazio digitale atto ad accogliere l'arte in tutte le sue nuove espressioni, tangibili e intangibili."

Giovanna Barni, Presidente di CoopCulture, e Cristina Da Milano, Presidente di Eccom, hanno illustrato il Rapporto di Sastenibilità CoopCulture che per il 2015, pe la prima volta, pone in evidenza diversi livelli di sostenibilità. 

Con riferimento alla sostenibilità economica i dati essenziali presentati nel Rapporto riguardano la capacità di accrescere il valore della produzione, di incrementare la redistribuzione del reddito in diversi ambiti (rispetto agli occupati, a favore della PA, a favore dei soci…) e di generare indotto “di filiera” in ambito culturale e creativo. Quanto alla sostenibilità organizzativa, gli aspetti posti in evidenza riguardano la crescita dell'occupazione, del sistema organizzativo e delle competenze delle risorse umane. Per quanto attiene alla sostenibilità sociale, sono indagati diversi aspetti attinenti al cd. "capitale umano" centrale nell'impresa cooperativa. Da ultimo, non certo per importanza, viene posta attenzione alla sostenibilità culturale qui intesa da un lato come misura dell'impatto in termini di  audience development, dall'altro come capacità di rendere i luoghi d’arte dei “place-making” in grado di creare interazione tra persone e luoghi.

In questa ultima accezione, i dati forniti evidenziano come la sostenibilità culturale sia alimentata dalla capacità di attivare diversi livelli di connessione all'interno dei territori con i diversi attori istituzionale ed economici: un livello verticale che mette assieme Università, enti di formazione e di ricerca al fine di migliorare sempre più la qualità dei servizi; un livello orizzontale che - come dimostrato dal caso Prato - riesce efficacemente a costruire sinergie intersettoriali tra cultura, turismo, spettacolo, servizi, ospitalità, ecc.