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  • Tutti i numeri della Creazione
    Tutti i numeri della Creazione
    Sublimazioni e bronzi di Tobia Ravà
    Padova - Mostre, dal 03/03/16 al 03/04/16
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  • Museo della Padova Ebraica
    Tutti i numeri della Creazione
    Sublimazioni e bronzi di Tobia Ravà
    Museo della Padova Ebraica, dal 03/03/16 al 03/04/16

Tutti i numeri della Creazione. Sublimazioni e bronzi di Tobia Ravà

Padova
Mostre

 

La scelta di una dozzina  di opere di Tobia Ravà ravviverà la riapertura del Museo della Padova Ebraica, dopo la breve pausa del riallestimento.

L’occasione è un nuovo dono dell’artista al museo della città che lo ha visto nascere, dopo l’affascinante vela dedicata a “RaMHaL”,  ora il museo si arricchirà di un nuovo raso a sublimazione dedicato alla Specola. L’idea di celebrare il volto rinnovato del museo ci ha suggerito di chiedere in prestito a Tobia Ravà  alcune delle sue note sculture in bronzo dedicate alla Creazione, ecco gli animali e non solo, altri grandi lavori a sublimazione: architetture e foreste, superfici colorate e tessuti preziosi. 

I suoi numeri, le lettere ebraiche, le  architetture enigmatiche allieteranno i visitatori del Museo per un mese, alla vigilia dell’imminente grande mostra monografica e antologica dell’artista presso Palazzo Ducale a Sabbioneta.

 

A PROPOSITO DI TOBIA RAVA'

Tobia Ravà (Padova, 1959) , lavora a Venezia e a Milano.

Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino.

Si è laureato in Semiologia delle Arti all’Università di Bologna, dove è stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cina, Israele, Giappone, Stati Uniti.

È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina e in Estremo Oriente. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall’aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Flavio Caroli, Caterina Limentani Virdis, Omar Calabrese, Piergiorgio Odifreddi, Giorgio Pressburger, Nadine Shenkar, Arturo Schwarz e Francesco Poli.

Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea a Mirano dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici. In occasione delle olimpiadi di Pechino 2008  è tra gli artisti  esposti all’ Olympic Fine Arts. Nel 2010 un suo lavoro viene donato al Papa Benedetto XVI dal rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma ed esce il film corto di Sirio Luginbül “Elena in PaRDeS” dedicato al lavoro di Tobia Ravà. Nel 2011 è invitato ad esporre al Padiglione Italia alla 54ª Biennale di Venezia. Nel 2012 nel Principato di Monaco si è tenuta l’esposizione “Venezia-Venezia, da Francesco Guardi a Tobia Ravà” . La Compagnie Financière Edmond de Rothschild dedica a Tobia Ravà nel 2013, la prima mostra nella nuova location di Milano.

Nel 2014 il Comune di Padova dedica a Tobia Ravà una grande mostra poi allestita anche a Tel Aviv e a Roma.

L'artista, dopo aver sperimentato molti percorsi creativi inerenti al rapporto arte e scienza, dal 1998 ha avviato una ricerca legata alle correnti mistiche dell’ebraismo: dalla kabbalah al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri. La logica letterale e matematica, che sottende le opere di Ravà, è intesa come codice genetico e raccoglie elementi sia filosofici sia linguistici che vanno a costituire una sorta di magma pittorico fatto di lettere e numeri, che si cristallizzano sulla superficie “grandangolata” di vedute di canali e boschi: Elementi dialettici di calcolo trascendentale.

Le opere più recenti riportano elementi archetipali della cultura ebraica e si sviluppano attraverso sequenze numeriche riferite ad un linguaggio cosmologico universale, poiché attraverso i concetti base della kabbalah (“tradizione” e anche “ricezione”, indica la tradizione mistica del pensiero ebraico), si può arrivare ad un percorso etico-filosofico, legato al pensiero di Itzachq Luria, al contempo antichissimo e moderno. 

Sia le composizioni architettoniche, sia quelle a soggetto naturalistico (con i canali e i fiumi del Polesine, i pioppeti ed i boschetti lungo i corsi d’acqua, il paesaggio e la campagna della Pianura Padana), sono costituite per lo più con un punto di vista centrale o laterale, apparentemente costruito sull'impianto prospettico rinascimentale, come nella serie dei boschetti, formati dai filari di pioppi ordinati con la stessa logica dei dipinti a soggetto architettonico, ma le lunghe prospettive invece di formare profondi coni visivi danno luogo ad una visone allargata, “ad imbuto” per effetto del grandangolo. Se gli artisti rinascimentali cercavano la bellezza ideale nelle geometrie attraverso i rapporti numerici per raggiungere equilibrio ed armonia, misura e ordine, Tobia Ravà sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematrià (“gimatreya”), criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico, secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica. L’artista ricrea i luoghi del reale servendosi di un linguaggio codificato riferito ai numeri relativi alla traslitterazione ghematrica delle 22 lettere che compongono l’alfabeto ebraico, che hanno appunto un significato etico, spirituale e numerologico, metafora di una disgregazione attraverso le scintille di un Big Bang ancestrale. 

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NEWS

OLTRE. CIMITERI EBRAICI A ROVIGO
4 maggio - 30 giugno 2017  
Mostra fotografica realizzata da Tera da Mar in collaborazione con CoopCulture.
Le foto in mostra sono testimonianze preziose della presenza secolare degli Ebrei a Rovigo dal XIV secolo. Le foto realizzate da Anna Bechis e Gianluca Barbi.
 

Info e Prenotazioni

A cura di Simonetta Lazzaretto e Chiara Marangoni

Supervisione Michela Zanon

Allestimento Francesco Trevisan Gheller

049 661267 in orario museo

041 5240119 dal lunedì al venerdì  dalle 9.00 alle 16:00

padovaebraica@coopculture.it

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Padova

Coopculture

Orario

Dettaglio orario

10.00 - 14.00 lunedi

14.00 - 18.00 giovedì

09.30 - 13.30 venerdì

10.00 - 18.00 domenica

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Tariffe

Biglietto d'ingresso
  • - Intero € 8
  • - Ridotto € 6.50
Altre Riduzioni
  • scuole € 4.50

    Gratuito: bambini 0 - 6 anni

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